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Da: Comunicato
Data: 03/03/2004
Ora: 15.44.18
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La rivista storica del socialismo italiano “Critica Sociale” e l’On. Bobo Craxi hanno presentato questa mattina, presso la Sala del Cenacolo di Palazzo Valdina, il volume del Prof. Ugo Finetti, intitolato “La Resistenza cancellata” edito dalla Edizioni Ares.
“Il libro di Ugo Finetti”, ha dichiarato Craxi, “rappresenta una contestazione documentata della ‘vulgata resistenziale’ dei libri di testo scolastici ancora in uso, oggi, nei licei italiani. Il cuore della mistificazione, infatti, della quasi totalità degli autori dei testi scolastici risiede, infatti, nella cancellazione del ruolo svolto dalle forze democratiche non comuniste nell’epopea della guerra di Liberazione”.
“Formati quasi tutti presso l’INSMLI (Istituto Nazionale di Storia del Movimento di Liberazione italiana, patrocinato dall’ANPI per decreto ministeriale di Luigi Berlinguer), numerosi autori hanno estromesso dai testi scolastici figure come quella di Raffaele Cadorna, che fu il vero leader della Resistenza italiana, in stretto contatto con le Forze Alleate, e come quella di Enrico Mattei, che guidò le formazioni partigiane cattoliche”.
“La tesi di Finetti, sostenuta da una ricca documentazione storiografica, è che il PCI abbia, da Togliatti in poi, avallato una vulgata secondo la quale il ruolo dei partigiani comunisti sia stato quello di unica guida politica e militare della Resistenza. Ciò a fini esclusivi e strumentali di politica interna: ogni quadro politico che li escludesse dal governo del Paese era, a loro dire, configurabile come antidemocratico e di restaurazione delle condizioni che precedettero l’avvento del fascismo”.
“Finetti dimostra” – ha aggiunto Craxi – “come sia stato inesistente il ruolo dell’antifascismo comunista durante il suo avvento e come, viceversa, sino al 1943, la vera opposizione al regime fosse stata condotta proprio dalle forze ‘aventiniane’ (socialisti, liberali, azionisti, cattolici-popolari e forze regolari dell’Esercito italiano) e confuta lo stesso ruolo militare che la propaganda del PCI si è sempre attribuita”.
“Significativo l’episodio della tentata insurrezione voluta da Togliatti nel corso del 1944, fermata dalle Forze Alleate poiché non teneva conto del contesto complessivo della guerra, rischiando in tal modo di risolversi in un clamoroso fallimento. Queste precisazioni hanno un importantissimo valore storico ma anche politico. Infatti, si chiarisce in tal modo l’origine della successiva vulgata comunista, quella per la quale la ‘democrazia reale italiana’ sia sempre stata aggredita e delegittimata da facili accuse di soggezione all’imperialismo americano, golpismo, mafia e corruzione”.
“Finetti, insomma” – ha concluso Craxi – “ha il merito di dare il colpo di grazia definitivo all’idea di un PCI come esclusivo partito nazionale di difesa democratica e ci suggerisce la necessità di una giusta revisione dei testi scolastici utilizzati nelle scuole italiane”. Nella giornata di studio e dibattito sono poi autorevolmente interventui il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Giuliano Vassalli, l’ex ministro della Difesa, Salvo Andò, l’editorialista de “La Stampa” Pierluigi Battista, il Prof. Piero Craveri, e il Direttore delle Edizioni Ares, Dott. Cesare Cavalleri.